Dazi USA: cosa aspettarsi per i mutui in Italia

Sabato 12 luglio, tramite una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Trump ha riaperto le ostilità nella guerra dei dazi iniziata ad aprile: 30% a partire da agosto, a meno che il mercato europeo non si apra alle condizioni degli americani. La reazione degli operatori di mercato è stata tuttavia piuttosto pacata. Nessuna corsa alla vendita, nessun panico: gli osservatori appaiono prudenti ma non allarmati. Un atteggiamento che si riflette anche sulle prospettive di costo del denaro in Europa.
Mercati composti, BCE in osservazione
I futures sull’Euribor a 3 mesi hanno registrato una lieve discesa (-0,02%), seguiti dallo stesso movimento sugli scambi sull’IRS di oggi. Variazioni minime, che di certo dicono qualcosa sulle aspettative dei mercati in caso di peggioramento dello scenario globale, ma troppo contenute per mostrare posizioni nette e certezze sul futuro: i mercati, insomma, aspettano.
Per il periodo Gennaio 2022 – Luglio 2025 indicati i valori medi mensili di Euribor 3 mesi e IRS 20 anni.
Per i valori attesi da Agosto 2025 a Luglio 2030 estrapolati i dati dalle quoazioni dei Futures sull’Euribor 3 mesi scambiati sul Mercato Liffe di Londra aggiornati il 14/07/2025.
Nessuno dà per scontato che la minaccia daziaria sia già una realtà consolidata e irreversibile, destinata a concretizzarsi nei termini dipinti dalle dichiarazioni di Trump di sabato – anzi. Piuttosto, prevale l’aspettativa che si apra una nuova fase di trattative tra Stati Uniti e Unione Europea. I mercati sono attendisti, non reattivi.
Dazi e inflazione: nessun rischio nel breve periodo
Finché le contromisure europee restano sospese – seguendo la posizione attuale di Ursula von der Leyen – i nuovi dazi USA non dovrebbero generare pressioni inflattive immediate. Il pericolo, semmai, è che l’incertezza raffreddi ulteriormente il ciclo economico, già non particolarmente dinamico.
Dovesse questo pericolo concretizzarsi, diventerebbe più probabile una continuazione della linea morbida da parte della Banca Centrale Europea. Nessuno scenario di rialzo tassi all’orizzonte, anzi: se la frenata dell’economia si accentuasse, non è da escludere un nuovo taglio dei tassi nel prossimo futuro.
Mutui: per ora nessun impatto negativo
Per chi sta pensando di accendere un mutuo o ha un finanziamento in corso, non c’è ragione di correre ai ripari: non si prevede nessuna particolare impennata dei tassi. Le prime reazioni dei mercati finanziari segnalano un contesto stabile, con tassi ancora bassi e la possibilità che scendano ulteriormente se la BCE deciderà di agire per sostenere l’economia.
È ancora presto per dire dove porteranno le tensioni tra USA ed Europa, ma per ora, dal punto di vista del credito e dei mutui, non ci sono temporali all’orizzonte. Soprattutto, le prospettive sul variabile restano particolarmente interessanti.
I migliori mutui a tasso variabile
Simulazioni effettuate per immobile situato a Milano del valore di € 200.000, importo richiesto € 140.000 e durata del mutuo 25 anni, richiedente di 34 anni con reddito mensile € 2.400.
Migliori mutui a tasso variabile per immobili green
Banca | Rata | TAN | TAEG |
ING | 618,24 € | 2,36% | 2,49% |
Crédit Agricole | 627,29 € | 2,49% | 2,68% |
Banco BPM | 634,07 € | 2,58% | 2,72% |
Webank | 637,62 € | 2,64% | 2,72% |
Sella | 638,69 € | 2,65% | 2,78% |
Migliori mutui a tasso variabile per immobili non green
Banca | Rata | TAN | TAEG |
ING | 632,30 € | 2,56% | 2,72% |
Sella | 638,69 € | 2,65% | 2,85% |
Crédit Agricole | 634,36 € | 2,59% | 2,85% |
Banco BPM | 648,35 € | 2,79% | 2,92% |
Webank | 651,94 € | 2,84% | 2,93% |