Tregua Iran: i mercati ridimensionano i rialzi attesi, le proiezioni Euribor cambiano volto

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Il cessate il fuoco di due settimane concordato tra Stati Uniti e Iran – con la riapertura dello stretto di Hormuz – ha cambiato rapidamente il clima sui mercati. Non si tratta di una pace, e la sua tenuta è tutt’altro che garantita, ma è bastato l’annuncio per ridisegnare le aspettative sui tassi.

Il risultato più immediato: i mercati hanno ridotto le scommesse sui rialzi BCE, passando da uno scenario che prezzava fino a tre aumenti entro la prossima primavera a uno che considera due aumenti la scommessa più sicura. Il primo arriverà certamente già alla riunione del 30 aprile, mentre un secondo è probabile nel corso dell’estate; il terzo resta, ma come eventualità ancora dibattuta, potenzialmente in arrivo nel 2027. Le curve si sono smorzate, i bund sono saliti, il petrolio si è avvicinato ai 90 dollari al barile.

Le nuove proiezioni Euribor

Le previsioni aggiornate, elaborate da MutuiSupermarket su dati futures Liffe, mostrano una traiettoria più contenuta rispetto a quelle delle ultime settimane. L’Euribor continua a essere atteso in salita, ma il picco si allontana dalla soglia del 3% che sembrava quasi inevitabile a marzo.

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Previsioni sull’andamento dell’Euribor 3 mesi aggiornate al 09/04/2026, estrapolate dalle quotazioni dei Futures sull’Euribor 3 mesi scambiati sul Mercato Liffe di Londra.

Cosa dice Francoforte

La BCE mantiene la posizione di sempre – attendere, osservare, decidere sui dati – ma i toni di questi giorni indicano che il Consiglio Direttivo non si fida ancora abbastanza della tregua per allentare la guardia. Il membro lituano Simkus, in un’intervista dell’8 aprile, ha indicato che la situazione si sta muovendo verso lo scenario avverso delineato dalla BCE a marzo. Sleijpen ha ribadito che l’istituto interverrà se i prezzi dell’energia dovessero trasmettere effetti persistenti al resto dell’inflazione.

Dal fronte degli analisti, Vanguard prevede che due rialzi da 25 punti base – uno a giugno, uno a luglio – restino un’ipotesi concreta anche se la tregua reggesse, purché il petrolio rimanga stabilmente sopra i 95 dollari. Uno in estate è già completamente prezzato dai mercati; il secondo aumento sconta meno del 50% di probabilità.

Cosa cambia per chi ha un mutuo

I ragionamenti fatti nelle settimane scorse restano validi nella sostanza, ma la prospettiva si è parzialmente alleggerita: lo scenario più temuto – quello di una spirale inflattiva prolungata con rialzi multipli e Euribor stabilmente oltre il 3% per anni – sembra oggi meno probabile di quanto apparisse a inizio marzo. Il rischio non è scomparso, ma si è ridimensionato.

Per chi aveva già valutato una surroga verso il fisso come misura di protezione, il discorso non cambia: le offerte con tasso garantito fino alla stipula sono ancora disponibili, e l’incertezza di fondo non si è dissolta. Per chi era ancora in attesa, la finestra rimane aperta – ma la variabile geopolitica può tornare a muoversi in poche ore, come abbiamo visto più volte nelle ultime settimane.

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