La fame di casa spinge su i mutui. Le banche attive per i Millennials
I mutui dei Millennial per la prima dimora
La fame di casa spinge su i mutui. Le banche attive per i Millennials
I dati di MutuiSupermarket e le analisi degli esperti Matteo Faissola (Banco BPM) e Pasquale Panzarino (BPER)
Marco De Ambrosis
Mutui, un mondo in fermento. A Varese secondo le ultime rilevazioni di MutuiSupermarket (il motore di ricerca e comparazione mutui gestito da FairOne S.p.A.) nel 1° trimestre 2026 cresce la domanda (+2,9%) con l’importo medio richiesto che si attesta a 138.003 euro. Quale è in generale lo scenario attuale di mercato? «Il mercato dei mutui — dichiara Matteo Faissola, Responsabile Commerciale di Banco BPM — è in una fase di transizione: dopo la ripresa del 2025, nei primi mesi del 2026 si osserva un rallentamento della domanda, legato al ridimensionamento delle surroghe rispetto al passato. In questo contesto l’acquisto della prima casa resta la motivazione principale per chi ricorre al mutuo. Le seconde case rappresentano una componente più selettiva e meno diffusa, legata a disponibilità economiche più solide o a scelte di investimento mirate. Dal punto di vista anagrafico, la domanda si concentra nelle fasce adulte, con una presenza significativa di giovani nuclei familiari che cercano di accedere al mercato immobiliare. La fascia d’età maggiormente interessata è quella tra i 30 e i 45 anni, soprattutto per l’acquisto prima casa». Tasso variabile o fisso: due soluzioni diverse, quale è quella più richiesta? E la somma, mediamente a quanto ammonta? «Il fisso — evidenzia Faissola — continua a essere oggi la soluzione preferita, grazie alla certezza della rata. Il variabile, nonostante la discesa dei tassi, non rappresenta ancora una quota significativa. L’importo medio richiesto resta su livelli sostenuti, attestandosi sui 160 mila euro, in linea con il valore degli immobili, soprattutto nelle grandi aree urbane dove la domanda è più dinamica e l’offerta limitata. In prospettiva, il mercato appare orientato a una crescita più equilibrata e meno ciclica, in cui la capacità di intercettare in modo efficace i bisogni delle famiglie e di accompagnarle nelle scelte finanziarie diventerà sempre più centrale per gli operatori del settore».
«Nel 2025 — spiega Pasquale Panzarino, Responsabile Direzione Privati di BPER — le nuove erogazioni a famiglie per l’acquisto dell’abitazione hanno raggiunto complessivamente la quota di circa 56 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2024. Il mercato dei mutui nel 2026 si prospetta in crescita, con la domanda in ripresa. Siamo in una fase favorevole che permette sia ai privati che agli investitori di pianificare con maggiore serenità l’acquisto di una casa». Per i giovani che intendono formare una famiglia, accedere ad un mutuo non è cosa semplice. Qualcosa sta cambiando? «Il contesto è ancora complesso. Tuttavia si sta osservando una situazione migliore rispetto al passato. Mi riferisco in particolare al rafforzamento degli strumenti di supporto istituzionale, come le garanzie pubbliche sui mutui, che stanno agevolando l’accesso al credito. Il contributo della banca deve essere proprio quello di affiancare i giovani lungo questo percorso, aiutandoli a trovare la soluzione più adeguata alla loro situazione e offrendo una consulenza orientata a garantire scelte sostenibili e consapevoli».
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