Casa green: quanto vale davvero l’efficienza energetica sul mercato (e quanto ti fa risparmiare)

immobili classe A e B

Fino a qualche anno fa, la classe energetica di un immobile era poco più di una voce nell’APE: un dato tecnico che in pochi leggevano davvero. Oggi è diventata una delle variabili più concrete nel determinare quanto vale una casa – e quanto costerà abitarci.

A confermarlo, con numeri precisi e su scala nazionale, sono due ricerche recenti che convergono sullo stesso punto: puntare su un immobile efficiente, o rendere più efficiente quello che già si possiede, è un investimento a triplo rendimento. Conviene sul valore dell’immobile, sulle bollette, e – se si ha o si richiede un mutuo – anche sul tasso di interesse.

Il climate premium: quanto vale la classe energetica sul mercato

La ricerca più recente arriva dall’Osservatorio REbuild, realizzata dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università IUAV di Venezia sotto la guida del professor Ezio Micelli. Lo studio ha analizzato oltre 7.000 annunci immobiliari in cinque città italiane rappresentative delle diverse zone climatiche – Reggio Calabria, Cagliari, Genova, Venezia e Cuneo – e ha misurato il cosiddetto price premium: il differenziale di prezzo tra un immobile efficiente e uno equivalente ma non efficientato.

Il risultato più rilevante è che il premio varia in modo lineare con il clima: più è rigido, più l’efficienza energetica pesa sul valore di mercato.

Zona climatica

Città

Premio G→D

Premio G→A

F

Cuneo

+21,8%

+49,7%

E

Venezia

+16,3%

+39,5%

D

Genova

+15,8%

+38,1%

C

Cagliari

+12,5%

+31,5%

B

Reggio Calabria

+8,5%

+24,5%

Nelle aree più fredde del Paese – Pianura Padana, Piemonte, arco alpino e prealpino – un immobile che passa dalla classe G alla classe A vale quasi il 50% in più rispetto a uno equivalente non efficientato. Anche un miglioramento intermedio (da G a D) genera un incremento di oltre il 20%.

Nelle aree più calde il premio è più contenuto ma tutt’altro che trascurabile: +24,5% per la massima transizione a Reggio Calabria, +8,5% anche solo per un miglioramento parziale.

“Il messaggio che emerge è univoco”, commenta il professor Micelli. “In tutti i contesti analizzati, senza eccezioni, le abitazioni più efficienti acquisiscono sempre maggior valore. Si tratta di un trend stabile, interiorizzato dal mercato e non più modificabile.”

La ricerca è stata presentata in anteprima in occasione della dodicesima edizione di REbuild (Riva del Garda, 12-13 maggio 2026), il principale evento italiano sull’innovazione sostenibile del costruito.

Quanto si risparmia davvero in bolletta

Il valore di mercato è un dato rilevante soprattutto al momento della compravendita, se si guarda al proprio immobile anche nella prospettiva di venderlo in futuro. L’efficienza energetica, invece, produce vantaggi misurabili ogni mese, sul conto della corrente e del gas.

A quantificarli in modo preciso è l’Osservatorio Riqualificazione Energetica condotto da Humans&Data su dati proprietari di Harley&Dikkinson. La ricerca ha analizzato 2.177 interventi di riqualificazione effettivamente realizzati in Italia tra il 2020 e il 2025, con un salto minimo garantito di due classi energetiche, documentato da APE pre e post intervento.

Il risparmio medio stimato, calcolato valorizzando il fabbisogno energetico al prezzo medio dell’energia del primo quadrimestre 2025, è di 12,1 euro al metro quadro all’anno.

In termini pratici:

  • Per un appartamento di 100 mq  in condominio, il risparmio annuo in bolletta supera i 1.100 euro
  • Per una villetta unifamiliare, il risparmio annuo può superare i 1.800 euro

L’entità del risparmio cresce con il grado di inefficienza di partenza: passare dalla classe G alla A4 genera un risparmio di 28,38 €/mq/anno, mentre dalla F alla A4 il risparmio è di 21,14 €/mq. Per gli edifici costruiti prima del 1945 – spesso i più energivori – il risparmio medio sale a 15,61 €/mq/anno.

Prima degli interventi, il 75,6% degli edifici analizzati si concentrava nelle classi E, F o G. Dopo, il 60% aveva raggiunto una delle quattro sottoclassi della classe A. Il miglioramento medio è stato di 4,5 classi energetiche per intervento.

Ristrutturare o comprare green: due strategie, stessa logica

I dati delle due ricerche descrivono un mercato in cui l’efficienza energetica è diventata un attributo strutturale del valore immobiliare – non un optional né un indicatore esclusivamente ambientale. Chi acquista oggi guarda alla classe energetica tanto quanto alla posizione o allo stato dell’immobile. Chi ristruttura può aspettarsi un ritorno sull’investimento che si esprime su più livelli: valore dell’asset, costi di gestione, e condizioni di finanziamento.

Se stai acquistando, orientarsi verso immobili in classe A o B significa partire avvantaggiati su tutti e tre i fronti: il valore tende a mantenersi e crescere meglio nel tempo, i costi energetici sono strutturalmente più bassi, e le banche applicano condizioni più favorevoli ai mutui per immobili green. Cresce anche il cosiddetto brown discount: gli immobili in classe F o G subiscono una svalutazione sempre più marcata rispetto agli equivalenti efficienti, e la tendenza è destinata ad accentuarsi con l’avanzare delle normative europee (la Direttiva Case Green prevede che gli edifici residenziali raggiungano almeno la classe E entro il 2030 e la classe D entro il 2033).

Se hai già una casa e stai valutando una ristrutturazione, i dati di Humans&Data mostrano che gli interventi di efficientamento producono risultati concreti e misurabili. Gli interventi più diffusi nei condomini sono il cappotto termico (oltre il 96% dei cantieri su intero edificio) e il fotovoltaico; nelle villette unifamiliari guidano la sostituzione della caldaia – spesso con pompa di calore – e il fotovoltaico (entrambi intorno al 90% dei casi), seguiti dalla sostituzione degli infissi.

Non è necessario intervenire su tutto in una volta: anche miglioramenti parziali, ben pianificati, producono effetti visibili sia in bolletta che sull’APE. E un APE migliorato può aprire la porta a condizioni di mutuo più vantaggiose.

Il vantaggio sul mutuo

Le banche hanno recepito il trend ormai da tempo, e i prodotti dedicati al “green” sono presenti stabilmente nell’offerta di tutti i maggiori istituti. Alcuni applicano sconti sul tasso di interesse agli immobili ad alta efficienza energetica, sia al momento dell’erogazione sia – in alcuni casi – a lavori conclusi, su presentazione del nuovo APE.

→ Approfondisci: come migliorare la classe energetica e risparmiare sul mutuo

Per chi ha un mutuo in corso su un immobile che sta pensando di ristrutturare, vale la pena verificare se il proprio istituto prevede una riduzione del tasso a fronte del miglioramento certificato della classe energetica. Alcuni contratti lo contemplano espressamente; in altri casi, il nuovo APE può essere un argomento negoziale concreto.

Una nota geografica

Il dato REbuild ha un’implicazione pratica importante per chi vive o vuole acquistare al Nord. Nelle zone climatiche E e F – che comprendono tutta la Pianura Padana, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e le aree alpine – il premio di valore per l’efficienza è il più alto d’Italia. Lo stesso vale, specularmente, per il risparmio energetico: i climi più rigidi producono i benefici in bolletta più consistenti.

Ristrutturare o acquistare green in queste zone non è solo una scelta ambientalmente responsabile: è quella con il ritorno sull’investimento più alto.

Fonti: Osservatorio REbuild / Università IUAV di Venezia (maggio 2026); Osservatorio Riqualificazione Energetica, Humans&Data su dati Harley&Dikkinson (gennaio 2026)

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